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Ha sparato a una vicina di casa con un'arma ad aria compressa ferendola lievemente, ed è così tornato in carcere il comasco, arrestato 3 anni fa per avere ferito una bambina sparando dal balcone durante i festeggiamenti dopo Italia-Germania degli Europei di calcio.

Dopo avere patteggiato due anni e otto mesi ed essere tornato ai domiciliari con il porto d'armi revocato, il 50enne da un anno era in affidamento in prova ai servizi sociali, quindi in pratica libero.

Il vizio di sparare dal balcone, però, non gli è passato: non potendo più acquistare armi vere e proprie si è rivolto verso quelle ad aria compressa, che sono in libera vendita, e con queste ha sparato a una donna che vive in una palazzina a fianco, ferita a un piede in modo lieve.

Sulla base della denuncia della donna, il tribunale di sorveglianza gli ha revocato l'affidamento in prova e lo ha fatto tornare in carcere per scontare la pena. In casa i poliziotti italiani hanno trovato quattro pistole e tre carabine, che avrebbe potuto comunque detenere, e 25 mila proiettili a piombini.

Nel giugno del 2012, dopo la qualificazione dell'Italia alla finale degli Europei di calcio, l'uomo si era messo a sparare dal balcone della sua casa di Monte Olimpino (Como) e aveva ferito a un centinaio di metri di distanza una bambina di 10 anni che viaggiava sul sedile posteriore dell'auto del papà, in colonna per i festeggiamenti. Era stato rintracciato alcuni giorni più tardi e si era giustificato dicendo di voler colpire una lattina.

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SDA-ATS