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Conto alla rovescia per l'operazione di rimpatrio dei capitali italiani all'estero? Secondo il ministro dell'economia italiano, Fabrizio Saccomanni, entro la fine dell'anno il governo Letta presenterà il piano per incentivare la regolarizzazione di chi ha un conto non dichiarato fuori dai confini. Parallelamente prosegue il negoziato con la Svizzera e il 28 novembre è già in agenda un nuovo incontro tra le amministrazioni finanziarie dei due Paesi.

"Sul rientro dei capitali all'estero ci attendiamo molto", ha detto oggi Saccomanni in un'intervista al "Corriere della Sera". Il piano generale per favorire il rientro prevede una sanatoria con uno sconto sulle sanzioni.

"Grazie alla collaborazione del giudice Francesco Greco si sta studiando una depenalizzazione del reato per chi è disposto a far rientrare somme detenute illegalmente all'estero e il raddoppio delle pene per chi si ostinasse a restare fuori", ha spiegato lo stesso ministro italiano. La novità potrebbe essere introdotta già nella legge di Stabilità.

Il dossier allo studio si inserirebbe nelle strade di lotta ai paradisi fiscali già indicate dall'OCSE, come la "voluntary disclosure", che premia chi si autodenuncia dichiarando tutto proprio in termini di minori sanzioni. Il compito di sperimentazione di questa pratica in Italia è stato affidato, con una Circolare di fine luglio dell'Agenzia delle Entrate, all'Ucifi (Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali), che starebbe studiando una semplificazione delle procedure. Una circolare con i dettagli per favorire questo tipo di operazioni potrebbe arrivare già a dicembre. Il governo italiano non ha "cifrato" l'operazione ma l'incasso nel primo anno potrebbe essere di circa 5 miliardi di euro.

Intanto, per il 28 novembre sarebbe fissato un nuovo round tra Italia e Svizzera, dopo mesi di stallo dovuti alla caduta del governo Monti. Le trattative sono tutt'altro che semplici e comunque l'intesa non sarebbe proprio dietro l'angolo. L'Italia punta ad ottenere dalla Svizzera la rinuncia al segreto sui conti italiani per arrivare progressivamente allo scambio di informazioni automatico. La Confederazione vorrebbe invece una maggiore facilità di accesso al mercato italiano di istituti e intermediari finanziari elvetici. Nell'uno e nell'altro caso si tratta di due richieste sulle quali una mediazione resta complicata.

Al termine di un incontro informale, svoltosi il 6 novembre scorso a Roma, con il premier italiano Enrico Letta, il presidente del Consiglio degli Stati Filippo Lombardi aveva già anticipato che i negoziati per un accordo fiscale tra Italia e Svizzera sarebbero ripartiti "entro poche settimane". Il "senatore" ticinese aveva poi aggiunto che Letta sarebbe giunto a Berna "a fine gennaio" per partecipare a un vertice italo-svizzero.

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SDA-ATS