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CATANZARO - La Guardia di Finanza ha smantellato un'organizzazione gestita da famiglie di 'ndrangheta e camorra in grado di smerciare enormi quantitativi di droga. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni per un'ottantina di milioni di euro e 700 chili di cocaina.
Oggi la Guardia di Finanza ha proceduto all'arresto di sedici narcotrafficanti legati al clan della 'ndrangheta dei Barbaro di Platì ed a quello dei Latorre di Mondragone (Caserta), collegati con i Casalesi. I militari del nucleo di polizia tributaria, con l'aiuto della polizia olandese, hanno arrestato, in Olanda, quattro broker internazionali del narcotraffico.
Nel corso dell'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Reggio Calabria, sono stati sequestrati 700 chili di cocaina giunti nel porto di Livorno in un container con pelli essiccate. Si tratta di una delle più ingenti partite di cocaina mai introdotte in Italia, per un valore sul mercato di circa 120 milioni di euro, a conferma della capacità dell'organizzazione di importare enormi quantitativi di droga. Tra i beni sequestrati figura una tenuta nel Casertano, definita dagli investigatori di altissimo valore.
L'operazione di oggi è stata denominata "Tamanaco", dall'albergo di Caracas (Venezuela), dove avvenivano gli incontri nel corso dei quali i narcotrafficanti concordavano gli scambi di droga. La cocaina proveniva da Venezuela e Colombia e la banda di narcotrafficanti la distribuiva poi in tutta Italia e nel Nordeuropa.
Lo snodo principale del traffico era il porto olandese di Amsterdam, ma la cocaina arrivava in qualsiasi porto, italiano od europeo, ritenuto idoneo dai trafficanti. La droga veniva poi smerciata dall'organizzazione gestita dalle famiglie di 'ndrangheta e camorra dei Barbaro di Platì e dei Latorre di Mondragone (Caserta).
Durante le indagini, i finanzieri si sono serviti anche di uno strumento informatico denominato "molecola" che serve a monitorare i flussi finanziari per verificare eventuali anomalie. È anche grazie a questo strumento che sono stati sequestrati beni per un'ottantina di milioni di euro.

SDA-ATS