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ROMA - Correzione strutturale di 12 miliardi di euro, per il primo anno, a cui si aggiungeranno altri 12 miliardi il secondo. La manovra per il prossimo biennio sarà di 24 miliardi di euro e porterà a una riduzione del deficit italiano dell'1,6%. Il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, ha messo sul tavolo le carte ed elencato i contenuti della manovra nel corso degli incontri con parti sociali ed enti locali, che si sono alternati a Palazzo Chigi prima dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri.
"Non è la classica legge finanziaria. È un'intensa discontinuità di sistema che tutti dobbiamo comprendere". "Dobbiamo gestirla tutti insieme", ha sottolineato il titolare del dicastero di Via XX settembre. L'obiettivo fondamentale "è ridurre il debito pubblico. La sua riduzione è un percorso obbligato".
Metà delle risorse, per il primo anno, arriverà dal "maxi contrasto" all'evasione fiscale, da cui sono attesi 6-7 miliardi. Nel corso del preconsiglio il ministro ha illustrato il pacchetto di interventi, come le norme che riguarderanno le imprese che aprono e chiudono in tempi brevi. L'avviso di accertamento fiscale sarà unificato con la cartella di pagamento, accorciando i tempi di riscossione. Introdotto l'obbligo di codice fiscale per chi vive e lavora in Italia, anche se non è residente. E sarebbero in arrivo anche delle nuove procedure fallimentari.
Per tutti i dipendenti pubblici è in arrivo il congelamento generale triennale degli stipendi. È arrivata anche la conferma della riduzione delle finestre per andare in pensione. La spesa per le pensioni di invalidità, che viaggia sui 16 miliardi di euro, sarà ridotta atttraverso la caccia ai falsi invalidi e all'innalzamento della soglia per accedere all'assegno.
Sul fronte sanità il ministro ha spiegato che è al lavoro con le regioni, per la definizione dei costi standard. Sarà lasciato libero arbitrio ai ministeri, per decidere come gestire le minori risorse.
A illustrare i tagli che colpiranno enti locali e regioni sono stati i rappresentanti degli enti locali subito dopo l'incontro. Per comuni e province arrivano tagli per 3,2 miliardi di euro, di cui 1,1 miliardi di euro nel 2011 e 2,1 miliaardi nel 2012. Mentre per le regioni ammontano a circa 10 miliardi in due anni.

SDA-ATS