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Italia: uccisero a martellate anziano, fermati due giovani

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 febbraio 2010 - 18:51
(Keystone-ATS)

NAPOLI - Un omicidio efferato commesso per poche migliaia di euro. Due giovani incensurati, un operaio e un infermiere della provincia di Avellino, sono stati arrestati, oggi all'alba dai carabinieri, con l'accusa di aver ammazzato un pensionato, che fu trovato in un lago di sangue, in casa sua, il 30 settembre scorso. L'uomo, Sabino Cipolletta, secondo gli inquirenti, conosceva i suoi assassini, e aprì loro la porta la sera del 29, per farli entrare. Quelli però volevano rapinarlo e lo uccisero a martellate.
Un 27enne dipendente di una ditta di pellame e un 26enne infermiere si trovavano nelle loro rispettive abitazioni, quando all'alba di stamani i carabinieri sono andati a prelevarli. Rispondono di omicidio aggravato e rapina. Il padre del secondo non ha retto al colpo e ha tentato il suicidio poche ore dopo, chiudendosi in auto con le bombole del gas. Dell'intenzione del genitore, disperato, si è accorto però l'altro figlio, che lo ha salvato dando l'allarme ai carabinieri; ora l'uomo è ricoverato all'ospedale di Avellino, e per i sanitari non sarebbe in pericolo di vita.
Quel delitto efferato avvenne, secondo gli inquirenti nel corso di una rapina che i due complici avevano ritenuto impresa più facile di quanto si fosse poi rivelata.
I due conoscevano la loro vittima. Il sessantaquattrenne, un ex impiegato comunale - era autista del pulmino che portava i bambini a scuola -, nella notte fra il 29 e il 30 settembre, si é trovato di fronte, improvvisamente, due nemici: volevano soldi, il denaro che aveva guadagnato vendendo delle nocciole raccolte sul suo fondo. Pensavano forse che il pensionato non avrebbe avuto la forza di opporre resistenza: non è stato così e, secondo la ricostruzione dei fatti, dopo aver inutilmente cercato il denaro, che l'uomo fra l'altro non custodiva in casa, lo avrebbero massacrato, colpendolo con un martello. Fino ad oggi non è stata ancora ritrovata l'arma del delitto.
Cipolletta abitava da solo, non era sposato. Fino a qualche mese prima con lui aveva vissuto il fratello, che poi era morto: il suo cadavere era stato ritrovato da una donna che gli voleva far visita proprio per le condoglianze.

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