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Confermato l'ergastolo per Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara (foto d'archivio)

Keystone/EPA/GIAMPAOLO MAGNI

(sda-ats)

Massimo Bossetti voleva uscire "a testa alta" dal processo d'appello per l'omicidio di Yara Gambirasio, la ragazza 13enne di Brembate di Sopra (BG) scomparsa il 26 novembre 2010 e poi ritrovata morta nel febbraio 2011.

Dopo oltre 15 ore di camera di consiglio i giudici della Corte d'assise d'appello di Brescia hanno deciso che non doveva essere così: nessuna perizia sul Dna e conferma della condanna all'ergastolo per il muratore di Mapello per l'omicidio di Yara Gambirasio.

Per uno dei suoi legali, Claudio Salvagni, pronto a ricorrere in Cassazione, "siamo di fronte a un clamoroso errore giudiziario, oggi si è assistito a una sconfitta del diritto". Mentre Bossetti dopo la sentenza ha pianto, così come la moglie, Marita Comi e sua madre Ester Arzuffi.

Al contrario, "giustizia è fatta!" ha commentato uno dei legali di parte civile, Enrico Pelillo, che ha informato i genitori della tredicenne. La famiglia Gambirasio, sobria come dall'inizio di questa tragica vicenda, si è limitata a ringraziarlo senza aggiungere altro.

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SDA-ATS