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Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra (provincia di Bergamo) scomparsa il 26 novembre scorso e trovata morta il 27 febbraio in un campo nelle vicinanze, è stata colpita con due armi diverse.

La notizia, che emerge dall'assoluto riserbo degli inquirenti, è stata confermata oggi da fonti investigative. Secondo quanto si è appreso, a provocare le lesioni sul corpo di Yara sarebbero state una lama e un altro corpo contundente.

Dalle prime risultanze anatomopatologiche, i medici legali hanno riscontrato lesività differenti attribuibili ad almeno due oggetti diversi, una lama e un altro oggetto invasivo, una pietra o qualcos'altro che non è stato ancora individuato con certezza.

Queste risultanze naturalmente comportano scenari diversi che, come hanno precisato gli stessi inquirenti, sono tutti da valutare con attenzione. L'omicidio potrebbe essere stato commesso da due persone diverse con un'arma ciascuno, o da una persona sola che prima ha colpito e poi infierito sul corpo con due armi diverse.

Gli esperti anatomopatologi, per via delle condizioni del cadavere, in avanzatissimo stato di decomposizione, non hanno però potuto dire se i colpi letali siano stati quelli inferti con una lama, presumibilmente un coltello, o con l'altro oggetto contundente.

Per saperlo con esattezza bisognerà aspettare i risultati di tutti gli esami di laboratorio, e gli sviluppi investigativi.

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SDA-ATS