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Tre morti e una ragazza di vent'anni dispersa, una novantina di feriti a Triste colpiti da rami, cartelloni pubblicitari e pezzi di cornicione scagliati dalla Bora che ha soffiato a 180 chilometri all'ora, code lungo l'A1 e scuole chiuse per neve e disagi in Emilia Romagna, allagamenti in diverse zone di Puglia e Basilicata: l'ondata di maltempo che ha investito l'Italia, ampiamente annunciata nei giorni scorsi, ha flagellato buona parte della Penisola. Provocando già, secondo la Coldiretti, cento milioni di danni all'agricoltura.

Le situazioni più gravi si sono registrate nelle Marche, dove si contano due morti e un disperso. In questa regione nelle ultime 24 ore sono caduti 200 millimetri di pioggia e il presidente Gian Mario Spacca ha già annunciato che chiederà lo stato di emergenza - con allagamenti ed esondazione dei torrenti in diverse aree della regione, problemi alla circolazione e alle linee elettriche, saltante in più punti, la chiusura dell'aeroporto di Ancona per l'intera giornata.

Un morto anche a Cervia, in provincia di Ravenna: l'uomo, che era in auto con una donna, è rimasto intrappolato in un sottopasso invaso dall'acqua. I soccorsi sono riusciti a salvare la donna mentre per l'uomo non c'è stato più nulla da fare.

Nel frattempo, per le nevicate, sulla A1 nel tratto tra Certosa e Firenze Nord, polizia stradale e Autostrade hanno attivato i filtri per controllare che tutti i veicoli fossero dotati di catene o pneumatici da neve: per buona parte della mattina si sono registrati code che hanno raggiunto i 9 chilometri. Fino a 40 invece i centimetri di neve caduti sulla A14 tra Faenza e Cesena tanto che a Forlì il sindaco ha firmato un'ordinanza per la chiusura delle scuole.

Problemi anche in Puglia, nel tarantino, a causa del nubifragio che ha interessato la zona: ci sono state diverse case allagate a Ginosa e Ginosa Marina con alcuni residenti che si sono rifugiati sui tetti in attesa dei soccorsi e una donna incinta, rimasta bloccata nel suo appartamento, è stata salvata da alcuni finanzieri e dal personale della protezione civile.

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SDA-ATS