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Italiano Oltralpe: studio propone settima introduttiva a scuola

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 novembre 2010 - 18:33
(Keystone-ATS)

BERNA - La lingua italiana sta perdendo sempre più terreno a nord delle Alpi. Nel quadro del programma di ricerca del Fondo nazionale svizzero denominato "Diversità delle lingue e competenze linguistiche in Svizzera" (PNR 56), alcuni ricercatori hanno elaborato possibili soluzioni per migliorare la situazione a livello scolastico. Fra queste spicca la proposta di organizzare corsi introduttivi della durata di una settimana.
La scelta delle lingue insegnate dipende molto da quanto vengono considerate utili, ha affermato oggi in conferenza stampa Bruno Moretti, condirettore dell'Istituto di lingua e letteratura italiana dell'Università di Berna. Con l'introduzione dell'inglese in tenera età e con il ritorno in patria di molti immigrati, la lingua italiana rischia una marginalizzazione sempre maggiore in Svizzera, ha aggiunto.
Affinché l'italiano torni ad essere insegnato nelle scuole d'Oltralpe, Moretti ha elaborato un piano di studi che ne sintetizza le conoscenze di base. Con questo programma, gli alunni di 12-13 anni vengono avvicinati alla nuova lingua attraverso un modulo della durata di una settimana (28 lezioni).
Sorprendentemente gli studenti imparano in fretta. Oltretutto, è con gli allievi più in difficoltà che questo metodo di insegnamento delle lingue straniere sembra ottenere maggiori risultati, secondo Moretti. Questa soluzione contribuisce inoltre a sviluppare nei giovani un atteggiamento positivo nei confronti delle altre lingue.
Naturalmente ci sono anche alcuni aspetti negativi, ha specificato il ricercatore. Chi critica il progetto sostiene in particolare che il valore dell'italiano venga sminuito attraverso un approccio "fast food". Secondo Moretti tuttavia il metodo messo a punto è valido. Si sta addirittura pensando di estenderlo al romancio.

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