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Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha detto in serata a Belgrado che nel colloquio di oggi con il suo collega turco Mevlut Cavusoglu non ha sentito nulla di nuovo sull'abbattimento dell'aereo russo.

"Mi sono incontrato con il ministro degli esteri turco su sua pressante richiesta, ma non abbiamo sentito niente di nuovo", ha detto Lavrov ai giornalisti. L'incontro si è tenuto nel pomeriggio a margine della Conferenza ministeriale dell'Osce in corso fino a domani a Belgrado.

Il capo della diplomazia del Cremlino ha aggiunto che nel colloquio con Cavusoglu ha ribadito la posizione della Russia secondo cui l'abbattimento dell'aereo è stato un atto criminale contrario a tutte le norme del diritto internazionale. Lavrov si è quindi riferito alle accuse della Turchia che ritiene cittadini russi coinvolti nel commercio illegale di petrolio con lo stato islamico, affermando che è strano il fatto che tale notizia sia stata diffusa dopo che è stata Mosca a parlare di commercio illegale di petrolio.

Lavrov ha poi aggiunto di aver parlato con il segretario di stato Usa John Kerry, sempre oggi a margine della Conferenza Osce di Belgrado, delle misure per chiudere i confini fra Siria e Turchia e fra Turchia e Iraq. "È tutto collegato. Abbiamo esposto le nostre idee su come tutto ciò si possa realizzare". E sulle sanzioni alla Turchia, il ministro russo ha osservato che l'abbattimento del jet di Mosca non poteva restare senza una risposta. La Russia tuttavia, ha sottolineato, farà in modo che tali misure restrittive non colpiscano la popolazione e la gente comune.

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SDA-ATS