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Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per introdurre rigide sanzioni economiche contro la Turchia, dopo l'abbattimento di un jet militare russo da parte delle forze di Ankara martedì al confine con la siria.

È stata vietata l'importazione in Russia di alcuni tipi di prodotti turchi e si introducono divieti e limitazioni alle attività delle organizzazioni turche. Dal primo gennaio i datori di lavoro russi non potranno inoltre assumere cittadini turchi.

Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in Russia ci sono fino a 90'000 lavoratori e imprenditori turchi. Tenendo conto dei loro familiari, i cittadini turchi in Russia potrebbero essere fino a 200'000.

Peskov ha definito l'azione delle forze aeree turche che hanno abbattuto il caccia russo alla frontiera con la Siria "assolutamente folle". "Nessuno ha il diritto di abbattere un aereo russo a tradimento alle spalle", ha detto il portavoce in una intervista in televisiva. I ministri del governo russo hanno preparato misure economiche di rappresaglia, ha spiegato il portavoce.

"Il presidente - ha detto - è mobilitato, completamente mobilitato, nella misura che le circostanze richiedono. Le circostanze sono senza precedenti. Il guanto di sfida lanciato alla Russia è senza precedenti e, ovviamente, la reazione è adeguata alla minaccia", ha concluso.

Le sanzioni di Mosca contro Ankara colpiscono inoltre il settore turistico turco (l'anno scorso tre milioni di turisti russi sono stati in Turchia): nel decreto firmato da Putin si ordina ad agenzie e operatori turistici di "astenersi" dal vendere pacchetti di viaggi che hanno come destinazione la Turchia. Vengono sospesi anche i voli charter tra i due Paesi.

Inoltre, come anticipato ieri, si ripristina il regime dei visti tra Russia e Turchia a partire dal primo gennaio: una misura adottata dopo aver raccomandato ai cittadini russi di non visitare la Turchia e a quelli che si trovano là di rimpatriare a causa della "minaccia terroristica".

Putin ha inoltre ordinato di rafforzare "per motivi di sicurezza" i controlli nei porti e sulle attività degli autotrasportatori turchi. Le sanzioni hanno una durata "provvisoria" ma indeterminata: entrano in vigore con la pubblicazione del decreto e restano valide finché non saranno cancellate dal governo russo.

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SDA-ATS