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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) indaga su diversi casi di giovani svizzeri partiti a combattere la "guerra santa" in Siria oltre a quello del giovane romando recentemente rivelato dalla stampa. La Procura federale ha confermato oggi all'ats una informazione del giornale "Le Temps", ma non ha voluto fornire indicazioni sul loro numero, né altre informazioni al riguardo.

Il Servizio delle attività informative della Confederazione ha stimato a una quarantina il numero di persone che hanno lasciato la Svizzera per unirsi ai combattenti islamici in varie parti del mondo. Una quindicina avrebbero avuto per meta la Siria.

Contro il trentenne di buona famiglia vallesano convertitosi all'Islam e recentemente rientrato dal paese mediorientale, dove si sarebbe unito a una formazione di jihadisti in guerra contro il regime del presidente Bashar al Assad, è stato avviato un procedimento penale per sospetto sostegno o partecipazione a un'organizzazione terroristica. Intervistato dalla TV romanda RTS all'inizio di aprile, ha detto di essere stato "completamente indottrinato" e ha affermato di non aver combattuto.

SDA-ATS