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Jobs: oncologo Usa, con cure tradizionali si poteva salvare

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 ottobre 2011 - 21:55
(Keystone-ATS)

Se Steve Jobs avesse curato il suo tumore al pancreas da subito con le tecniche della medicina tradizionale si sarebbe potuto salvare. È la tesi choc di un oncologo di Harvard, Ramzi Amri, secondo cui il tipo di cancro che ha colpito il fondatore della Apple non era dei più pericolosi.

Il medico precisa che "non ha mai partecipato alle cure di Jobs" e che le sue "opinioni sono basate da fonti di seconda mano, da quello che hanno scritto i media". "Voglio rispettare la privacy di ognuno - osserva Amri - e in nessun modo ho intenzione di offendere chicchessia".

Tuttavia afferma di aver studiato per un anno e mezzo in un centro di ricerca olandese il tipo di tumore che ha colpito Jobs e di poter dire che "il suo caso non è stato trattato nel modo ottimale". Secondo il medico, "Jobs avrebbe scelto di sottoporsi a ogni sorta di trattamenti alternativi, prima di optare per la medicina convenzionale". Ma a quel punto, spiega il medico, era troppo tardi.

"Esiste la libertà per chiunque - aggiunge Ramzi - di fare come si vuole. Ma date le circostanze mi sembra di poter dire che la scelta delle cure alternative potrebbe averlo condotto verso una morte prematura ed evitabile".

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