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La banca Julius Bär ha visto i patrimoni in gestione ridursi a 289 miliardi di franchi nei primi quattro mesi dell'anno, con una contrazione dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2014. Da solo l'influsso negativo dei cambi ha avuto un impatto di 19 miliardi.

A questo si aggiungono autodenunce di evasori fiscali in Francia e Italia. Sul fronte inverso la banca ha approfittato dell'arrivo di denaro fresco, del generale andamento del mercato e dei 4,3 miliardi giunti attraverso l'acquisizione delle attività di private banking di Bank Leumi. Anche il rapporto fra costi e ricavi è migliorato.

Gli analisti si aspettavano una diminuzione maggiore degli attivi in gestione - precisamente a 286 miliardi - perché la gran parte è investita in valute estere. Di conseguenza il titolo Julius Bär in borsa ha reagito stamani bene alle ultime novità, guadagnando circa l'1,5%.

Di recente il corso è stato spinto al rialzo da voci relative a una possibile acquisto della banca. Sarebbero interessati Credit Suisse e Intesa San Paolo. A raffreddare gli ardori di possibili pretendenti rimane però il contenzioso fiscale con gli Usa, tuttora aperto: a questo proposito oggi non sono state rese note novità.

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SDA-ATS