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Kashmir: prosegue coprifuoco dopo disordini, 54 i morti

Gli scontri avvenuti ieri fra manifestanti e forze dell'ordine nello Stato indiano di Jammu & Kashhmir hanno avuto un bilancio di tre morti e 150 feriti, costringendo le autorità a confermare il coprifuoco in numerosi distretti. Lo riferisce l'agenzia di stampa Pti.

Cominciata 29 giorni fa dopo l'uccisione di Burhan Wani, un giovane comandante di un gruppo separatista, la mobilitazione popolare è stata segnata da numerosi incidenti che hanno prodotto finora 54 morti e circa 6.000 feriti.

La conferma delle misure di emergenza è venuta dopo le nuove manifestazioni di ieri e dopo che i gruppi separatisti hanno prolungato lo stato di agitazione e lo sciopero fino al 12 agosto, annunciando nuove manifestazioni a Srinagar, capitale estiva del Kashmir.

Scuole di ogni ordine e grado, uffici, banche, stazioni di servizio e moltissimi negozi restano chiusi ed i servizi di trasporto pubblici non funzionano. La telefonia cellulare ed internet vengono spesso interrotti mentre i contratti prepagati per i cellulari sono stati interrotti.

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