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Kashmir: sette militanti uccisi e nuove proteste

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2010 - 21:49
(Keystone-ATS)

NEW DELHI - È salita la tensione nel Kashmir indiano, dove negli ultimi tre giorni sono stati uccisi sette sospetti militanti estremisti islamici, mentre oggi sono esplose nuove proteste dei dimostranti separatisti.
Secondo quanto riportano i media locali, la polizia ha ricevuto informazioni su un covo del gruppo estremista pachistano Lashkar-e-Toiba (Let) in un villaggio del distretto meridionale di Shopian e, dopo un conflitto a fuoco, ha ucciso due militanti locali. Altri cinque, appartenenti a Let e al gruppo Harkat-ul-Mujahiddin (Hum), sono stati ammazzati in due retate avvenute ieri e domenica in diverse località della vallata a maggioranza musulmana.
Nel frattempo, oggi centinaia di dimostranti separatisti hanno protestato del nord della regione e bloccato la strada che collega Baramulla a Uri, costringendo la polizia a intervenire con manganelli e gas lacrimogeni. Le autorità hanno messo agli arresti domiciliari il leader kashmiro moderato Mirwaiz Umar Farooq per impedirgli di partecipare a un evento religioso.
I gruppi separatisti intendono organizzare nuove proteste in coincidenza con la visita del presidente americano Barak Obama, che arriverà sabato a Mumbai. Ma le autorità indiane sono anche preoccupate per il timore di attentati terroristici da parte di militanti integralisti infiltrati attraverso la linea di demarcazione che separa le due regioni contese da India e Pakistan.

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