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Il Kenya piange le sue vittime, mentre restano ancora molti dubbi sulla dinamica dell'attacco terroristico a Westgate, sull'identità di alcuni componenti del commando jihadista e sul numero esatto dei morti.

E la tensione rimane alta nel Paese. Una chiesa cattolica a Wajir, nel nord est, è stata attaccata in serata a colpi di granate. Secondo i media locali due potenti esplosioni hanno scosso la cittadina, seguite da una sparatoria fra polizia e un gruppo di uomini armati. Il bilancio è di almeno un morto e di due feriti - hanno riferito i media locali - ma la Croce Rossa non ha confermato.

A poche ore dalla fine dell'assedio al centro commerciale di Nairobi, il gruppo islamico somalo ha dunque alzato ancora il tiro. Nel blitz al Westgate sono stati uccisi "137 ostaggi", hanno detto oggi i fondamentalisti legati ad al Qaida, accusando le forze kenyane di avere utilizzato "gas chimici" per mettere fine all'assalto e di aver "provocato il crollo dell'edificio, seppellendo le prove e tutti gli ostaggi sotto le macerie". Accuse che alimentano i dubbi, ma che in parte sono state smentite dal ministro dell'Interno Kenyano, Ole Lenku.

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SDA-ATS