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Khashoggi: procura, strangolato e fatto a pezzi al consolato

Il giornalista saudita Jamal Khashoggi (foto d'archivio)

Keystone/AP/VIRGINIA MAYO

(sda-ats)

Jamal Khashoggi è stato strangolato a morte appena entrato nel consolato saudita di Istanbul e fatto a pezzi. I suoi aguzzini, che avevano premeditato l'omicidio, si sono poi disfatti dei resti, che tuttora non sono stati trovati.

A quasi un mese dall'omicidio, avvenuto il 2 ottobre scorso, la procura di Istanbul mette per la prima volta nero su bianco la causa della morte del giornalista dissidente e conferma il terribile scempio del suo cadavere.

"Il corpo della vittima è stato smembrato e distrutto dopo la morte per soffocamento", scrivono i magistrati. L'ufficialità segna un primo punto fermo nelle indagini, che però sembrano ancora in alto mare nella ricerca dei killer e dei mandanti.

Prima di rendere noti i risultati dell'inchiesta, il procuratore generale Irfan Fidan ha atteso la conclusione degli incontri a Istanbul con il suo omologo giunto da Riad, Saud al Mojeb. Colloqui che non hanno prodotto "nessun risultato concreto", secondo i magistrati turchi, che non nascondono l'irritazione per la mancanza di risposte da parte dei colleghi sauditi su dove si trovino i resti del reporter e chi sia stato il presunto "collaboratore locale" che ha aiutato gli 007 del Regno a liberarsene.

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