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BISHKEK - Si è aggravato ed è salito ad almeno 80 morti e oltre mille feriti il bilancio delle violenze interetniche fra kirghizi e minoranza uzbeka, in corso da giovedì sera nel sud del Kirghizistan. Lo annuncia il ministero della sanità a Bishkek.
Intanto il governo di Bishkek ha annunciato ieri sera di aver decretato la "mobilitazione parziale" dell'esercito, per cercare di porre fine agli scontri, che sono concentrati sempre fra Osh, seconda città della repubblica centroasiatica ex sovietica, e Jalalabad, entrambe in stato d'emergenza.
"Le violenze e il numero dei saccheggi e dei massacri aumentano. - ha dichiarato il governo di Bishkek in un comunicato - Se non si prendono opportune ed efficaci misure, i disordini possono diventare molto più estesi e degenerare in un conflitto regionale". Il comunicato afferma quindi che "per garantire la sicurezza dei cittadini, proteggere il regime costituzionale e ristabilire l'ordine, il governo decreta una mobilitazione parziale in Kirghizistan".
Intanto l'ex presidente kirghizo Kurmanbek Bakiyev, dal suo esilio in Bielorussia, ha smentito di avere avuto un ruolo negli scontri interetnici scoppiati tre giorni nel sud del paese. Le voci su un suo coinvolgimento, ha detto, "sono bugie senza vergogna" ed il governo ad interim che guida il paese dalla sua destituzione il 7 aprile sta dando prova, a suo parere, di incapacità nel gestire i disordini.

SDA-ATS