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Il nono anniversario della proclamazione di indipendenza dalla Serbia e' stato celebrato oggi in Kosovo con feste di piazza, concerti, raduni con la partecipazione di migliaia di persone.

In serata l'orchestra filarmonica del Kosovo ha tenuto un concerto di gala alla presenza delle massime autorita' e dei rappresentanti internazionali.

In tutto il Paese oggi e' stata giornata festiva e in tanti hanno invaso il centro di Pristina in un'atmosfera di soddisfazione e giubilo. Molti i visitatori alla tomba di Ibrahim Rugova, primo presidente dopo l'indipendenza proclamata il 17 febbraio 2008.

A deporre una corona di fiori nel cimitero al villaggio di Velani e' stato tra gli altri il premier albanese Edi Rama, che gia' ieri aveva partecipato a una seduta solenne del parlamento alla quale avevano parlato il presidente Hashim Thaci e il premier Isa Mustafa tracciando un bilancio positivo di questi primi nove anni di indipendenza.

Ma i serbi, sia in Kosovo sia a Belgrado, hanno ribadito che mai la Serbia riconoscera' il Kosovo come uno stato sovrano. "Fino a quando ci saranno dei serbi, il Kosovo e' Serbia" hanno fatto sapere i movimenti nazionalisti a Belgrado.

Alla dirigenza di Pristina sono giunti messaggi augurali da vari leader internazionali, compreso il nuovo presidente americano Donald Trump. Il Kosovo e' stato riconosciuto finora da 113 Paesi, su un totale di 193 rappresentati all'Onu, compresa l'Italia. Ma nella Ue non lo riconoscono Spagna, Romania, Grecia, Cipro e Slovacchia.

SDA-ATS

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