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Cominciata in modo pacifico, la manifestazione anti-governativa a Pristina è degenerata quando gruppi di dimostranti hanno cominciato a bersagliare pesantemente la sede del governo con bottiglie molotov e sassi, dando fuoco a una parte dell'edificio.

I dimostranti, molti dei quali mascherati e con passamontagna, hanno lanciato bottiglie molotov e grosse pietre anche contro i veicoli blindati della polizia e un automezzo è stato incendiato. Gli agenti hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni, costringendo i manifestanti a indietreggiare e a disperdersi nelle strade intorno alla sede del governo, che è ora massicciamente presidiato da cordoni di polizia in assetto antisommossa.

Da diversi mesi l'opposizione contesta il governo di Isa Mustafa, chiedendo la revoca dell'accordo con Belgrado sulla creazione della nuova Associazione delle municipalità serbe in Kosovo (concordata nell'ambito del dialogo di Bruxelles con la mediazione Ue) e di una intesa con il Montenegro sulla demarcazione della linea di confine. Accordi che secondo l'opposizione sono anticostituzionali.

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SDA-ATS