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Kosovo: traffico organi, investigatori Ue lo escluderebbero

Lo speciale team investigativo dell'Unione Europea guidato dal procuratore americano Clint Williamson non avrebbe accertato elementi a sostegno delle accuse di traffico di organi umani in Kosovo alla fine degli anni Novanta da parte della criminalità organizzata. E neppure una responsabilità diretta da parte dei vertici dell'allora Esercito di liberazione del Kosovo (Uck).

Lo scrive oggi il quotidiano serbo Danas che, citando fonti diplomatiche a Bruxelles, anticipa il contenuto del rapporto che il procuratore Williamson, al termine di tre anni di indagini, diffonderà nei prossimi giorni.

Il fatto che non vi sarebbe responsabilità dei vertici dell'Uck, osserva il giornale, scagionerebbe anche il premier kosovaro Hashim Thaci, all'epoca tra i leader dell'Uck (indipendentisti kosovari albanesi), sospettato per questo anch'egli del traffico di organi.

Gli investigatori guidati da Williamson, aggiunge Danas, avrebbero tuttavia accertato responsabilità per crimini sui civili serbi a carico di una decina di ex militanti dell'Uck. Crimini compiuti nelle località di Klecka, Zociste, Belacevac e del lago Radonic. Il procuratore Williamson secondo i media serbi e kosovari potrebbe rendere noto il suo rapporto finale il 28 luglio a Bruxelles.

Secondo le accuse, il traffico illegale di organi umani sarebbe avvenuto durante il conflitto armato in Kosovo alla fine degli anni Novanta ai danni di prigionieri nelle mani dell'Uck, in massima parte serbi.

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