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Il premier serbo Aleksandar Vucic durante la conferenza stampa odierna a Belgrado, in Serbia.

KEYSTONE/AP/DARKO VOJINOVIC

(sda-ats)

Una decisione "vergognosa, scandalosa, illegale e ingiusta, dettata da considerazioni politiche" ha affermato il premier serbo Aleksandar Vucic dopo il no dei giudici francesi all'estradizione in Serbia di Ramush Haradinaj.

L'ex premier kosovaro ed ex leader dell'Uck, l'organizzazione di guerriglia insurrezionale nazionalista "Esercito di liberazione nazionale", è accusato da Belgrado di crimini di guerra contro la popolazione serba durante il conflitto armato di fine anni novanta in Kosovo.

Parlando in una conferenza stampa al termine di una riunione straordinaria del governo, Vucic ha duramente criticato la giustizia francese, annunciando una nota di protesta nei confronti di Parigi e il richiamo per consultazioni dell'ambasciatore serbo in Francia.

Vucic ha letto di fronte ai giornalisti alcuni dei capi di imputazione a carico di Ramush Haradinaj contenuti nella richiesta serba di estradizione, contestando la motivazione dei giudici francesi secondo cui l'estradizione avrebbe avuto conseguenze estremamente pesanti per Haradinaj, che, secondo il suo avvocato, non avrebbe potuto contare su un processo equo e giusto in Serbia. "Non abbiamo chiesto la sua estradizione per offrirgli caramelle e cioccolatini", ha affermato in tono ironico Vucic, che ha annunciato contatti con ambasciatori di vari Paesi e per il pomeriggio un colloquio telefonico con il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov.

Sulla crisi con la Francia il premier ha poi precisato che Belgrado non ha intenzione di rompere i rapporti diplomatici con Parigi, "ma è evidente che la decisione odierna dei giudici di quel Paese non è un contributo positivo ai rapporti bilaterali". Per Vucic, l'annunciato richiamo per consultazioni dell'ambasciatore serbo in Francia costituisce "il grado più alto della nostra protesta prima dell'espulsione dell'ambasciatore francese". Per la Serbia, ha aggiunto, è importante avere rapporti con la Francia, "ma dobbiamo anche mandare un chiaro messaggio su cosa pensiamo sulla decisione dei giudici".

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SDA-ATS