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Giornata importante per il Kosovo.

KEYSTONE/EPA/DJORDJE SAVIC

(sda-ats)

Poco più di 1,8 milioni di kosovari si recano domani alle urne per elezioni parlamentari anticipate, considerate di grande importanza dagli osservatori per le numerose sfide che attendono la nuova dirigenza di Pristina.

In primo luogo il dialogo con Belgrado facilitato dalla Ue, praticamente congelato dall'inizio dell'anno sia per i processi elettorali in entrambi i Paesi (presidenziali di aprile in Serbia, politiche di domani in Kosovo), sia per la vicenda di Ramush Haradinaj, l'ex premier kosovaro ed ex leader dell'Uck arrestato a gennaio in Francia su un vecchio ordine di cattura emesso nel 2004 dalla Serbia che lo accusa di crimini di guerra durante il conflitto armato di fine anni novanta in Kosovo.

La sua mancata estradizione in Serbia ha provocato una crisi politica con la Francia e un ulteriore irrigidimento e peggioramento nei rapporti tra Belgrado e Pristina. Haradinaj fra l'altro e' tra i candidati favoriti alla carica di nuovo premier nel voto di domani.

C'è poi la ratifica parlamentare dell'accordo con il Montenegro sulla linea di demarcazione della frontiera fra i due Paesi, un'intesa fortemente osteggiata dalle opposizioni nazionaliste a Pristina, che nei mesi scorsi - pur di impedire il dibattito e la messa ai voti di tale provvedimento - hanno ostacolato in ogni modo i lavori parlamentari, anche sganciando in aula gas lacrimogeni. A loro avviso con tale accordo il Kosovo perde parte del suo territorio. La Ue pone la ratifica dell'accordo con il Montenegro come ultima condizione per la liberalizzazione dei visti ai cittadini del Kosovo, unico Paese dei Balcani occidentali i cui cittadini non possono ancora viaggiare liberamente nella zona Schengen.

Altro problema che la nuova dirigenza di Pristina dovrà affrontare riguarda l'attività del neocostituito tribunale speciale dell'Aja per i crimini compiuti dai combattenti dell'Uck - la guerriglia indipendentista albanese che combatte' contro i serbi a fine anni novanta. Vi è infatti la reale possibilità che tra gli incriminati figurino alcuni tra i massimi dirigenti kosovari, che sono in larga parte ex combattenti dell'Uck. Fra gli altri il presidente Hashim Thaci, il presidente del parlamento Kadri Veselj, il probabile nuovo premier Ramush Haradinaj (già assolto al Tpi dell'Aja).

La coalizione che ha candidato a premier Haradinaj - nemico acerrimo dei serbi - è favorita nelle elezioni di domani ed è data dai sondaggi intorno al 40%. Di circa il 30% è accreditata l'altra coalizione che ha candidato a premier l'economista Abdullah Hoti, mentre il movimento nazionalista e radicale 'Autodeterminazione' corre da solo con il suo ex leader Albin Kurti candidato alla guida del governo, e attestato al 19% dei consensi.

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SDA-ATS