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Il conflitto del Kurdistan turco ha fatto 537 morti dall'inizio dell'anno, ha indicato oggi il capo di stato maggiore dell'esercito di Ankara il generale Necdet Ozel.

Negli scontri fra le forze armate della Mezzaluna e il Pkk sono stati uccisi 110 militari e 427 ribelli curdi, ha detto Ozel al quotidiano Turkiye. Da luglio il gruppo armato separatista ha lanciato una dura offensiva nell'Anatolia Orientale che le forze armate turche non sono per ora riuscite a fermare. Ankara, che appoggia in Siria i ribelli sunniti anti- Assad, accusa Damasco di dare armi e sostegno logistico al Pkk.

L'intensificazione del conflitto del Kurdistan turco è vista da diversi analisti come un effetto boomerang della crisi siriana e della politica muscolare verso Damasco del premier islamico nazionalista turco Recep Tayyip Erdogan. Stando a Ozel la Turchia ha la capacità "tecnica" di condurre una offensiva su larga scala contro le basi arretrate del Pkk nelle montagne del Nord Iraq. Il capo di stato maggiore turco non ha però precisato se una operazione di questo tipo sia effettivamente in programma. Ankara ha lanciato più volte in passato attacchi aerei mirati contro le basi Pkk in Iraq dopo attacchi dei ribelli curdi contro i propri soldati.

Da quando 28 anni fa il Pkk - considerato una organizzazione terrorista da Ue e Usa - ha dichiarato guerra allo stato turco, il conflitto ha fatto oltre 40mila morti.

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SDA-ATS