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L'associazione parrucchieri ha studiato una soluzione per riaprire

I parrucchieri potrebbero presto riaprire. Come indicato sul sito web di CoiffureSuisse, inizialmente i saloni dovrebbero disporre - a causa della distanza di sicurezza imposta - della metà dei posti a sedere al massimo, con parte del personale e al massimo un apprendista. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 aprile 2020 - 12:39
(Keystone-ATS)

I parrucchieri potrebbero essere fra i primi a lavorare di nuovo dopo l'allentamento delle misure contro il coronavirus annunciato dal Consiglio federale. L'associazione di categoria ha infatti elaborato una soluzione che comprende l'uso di mascherine.

Come indicato sul sito web dell'associazione di categoria da Damien Ojetti, presidente centrale di CoiffureSuisse, inizialmente i saloni dovrebbero disporre - a causa della distanza di sicurezza imposta - della metà dei posti a sedere al massimo, con parte del personale e al massimo un apprendista.

Mascherine e materiale protettivo monouso

Le mascherine protettive dovranno essere indossate da parrucchieri e clienti. La soluzione individuata si concentra anche sull'utilizzo dei guanti monouso, su mantelli di protezione monouso per i clienti e sulla disinfezione. Per i lavori al viso - come la cura della barba, la rasatura o la cosmesi - e per la manicure andrà indossata una maschera con visiera in plexiglass.

Chi fa parte delle categorie maggiormente a rischio di contagio verrebbe escluso dall'apertura parziale e i parrucchieri non verrebbero ancora autorizzati a lavorare nelle case di riposo. Successivamente, in una seconda fase, i saloni dovrebbero essere autorizzati a riaprire completamente, rispettando le direttive emanate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Ojetti commenta la soluzione trovata, sottolineando che la tutela della salute è l'aspetto più importante. L'apertura parziale dei saloni a breve termine è ritenuto un espediente per evitare l'insorgere di gravi problemi finanziari: disoccupazione, inutili oneri per i servizi sociali e fallimenti. I provvedimenti riguardanti il distanziamento sociale le altre misure contro il contagio dovrebbero infatti valere per altro tempo.

Stando a Ojetti, l'associazione di categoria resta in contatto con le aziende partner per ottenere il materiale di protezione. Fra queste vi potrebbe essere l'Ems-Chemie. Il suo CEO, la consigliera nazionale UDC Magdalena Martullo-Blocher, ha già infatti reso noto di aver organizzato il trasporto dalla Cina delle mascherine necessarie ai saloni.

Mascherine a 90 centesimo al pezzo

Le mascherine, ha annunciato Ems-Chemie in un comunicato odierno, verrebbero messe a disposizione dei parrucchieri al prezzo di 90 centesimi al pezzo. Nella nota aziendale Martullo-Blocher, che aveva fatto parlare di sé per aver indossato la mascherina in Consiglio nazionale lo scorso marzo, si è detta lieta "di poter contribuire alla sopravvivenza del commercio e al miglioramento dello stato d'animo della popolazione", ha affermato con una dichiarazione citata nel comunicato.

Ems-Chemie ha fatto sapere di aver già organizzato "da settimane" consegne di materiale protettivo a prezzo di costo per le strutture sanitarie.

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