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L'iniziativa sulle borse di studio, in votazione il 14 giugno, creerà nuove disuguaglianze e una "mentalità da assistiti" fra gli studenti.

Lo sostiene un comitato di esponenti dei partiti di destra che invitano a respingere la proposta dell'Unione svizzera degli universitari (USU) in votazione il 14 giugno.

Il testo chiede un'armonizzazione a livello nazionale delle borse di studio e aiuti che garantiscano un livello di vita minimo. La somma è stimata a 24'000 franchi l'anno per persona, ha ricordato il consigliere nazionale Christian Wasserfallen (PLR/BE).

Ogni studente riceverà questa somma senza fare nulla e indipendentemente dalla sua situazione famigliare. I beneficiari non saranno invogliati a pagarsi gli studi visto che i guadagni saranno dedotti dalla borsa, sostiene il consigliere nazionale Felix Müri (UDC/LU).

I cantoni hanno già destinato 330 milioni a sussidi di formazione nel 2013 e hanno elaborato un concordato per armonizzare l'ammontare e le condizioni per l'attribuzione di aiuti. Il concordato, entrato in vigore nel 2013, ha raccolto l'adesione di 16 cantoni e permetterà di concedere borse di studio di 16'000 franchi per il terziario e 12'000 franchi per il secondario post-obbligatorio.

Il Parlamento ha anche votato un progetto di legge per favorire l'adesione al concordato. Questo prevede che solo i cantoni che rispettano i criteri possono beneficiare di sovvenzioni federali. L'iniziativa obbligherebbe la Confederazione ad assumersi competenze cantonali e sarebbe necessario rivedere la ripartizione dei compiti, ha sottolineato la consigliera agli Stati Anne Seydoux (PPD/JU).

Il testo avrebbe un effetto boomerang sulle finanze cantonali, ha messo in guardia Lorenz Hess (PBD/BE). Le spese supplementari, stimate a 500 milioni, obbligherebbero i cantoni a operare tagli nella formazione. Sarebbero solo 120 milioni in più rispetto al concordato, "ma i soldi non crescono sugli alberi" ha aggiunto.

L'accordo intercantonale inoltre non si limita all'insegnamento superiore, come l'iniziativa, ma si estende anche il livello secondario post-obbligatorio, che rappresenta il 57% dei sussidi cantonali, ha aggiunto Thomas Weibel (PVL/ZH).

La destra comunque non farà campagna contro questa iniziativa per mancanza di fondi, ha spiegato Wasserfallen.

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SDA-ATS