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Il presidente del consiglio di amministrazione di Credit Suisse Urs Rohner.

KEYSTONE/DOMINIC STEINMANN

(sda-ats)

I manager di Credit Suisse corrono ai ripari in vista dell'assemblea annuale e delle critiche mosse dagli azionisti sui loro maxicompensi. Propongono in particolare un taglio del 40% dei loro bonus per il 2016 e 2017, per un totale di 20 milioni di franchi.

Dalla pubblicazione di diversi rapporti di società di consulenza sulle remunerazioni dei manager, il presidente del consiglio di amministrazione (cda) Urs Rohner si è impegnato in un dialogo con diversi azionisti, che hanno espresso riserve circa il compenso variabile per l'esercizio 2016, informa un comunicato stampa della scorsa notte di Credit Suisse.

È previsto che per l'esercizio 2016, alla direzione vadano complessivamente 82 milioni di franchi, contro gli 80,2 del 2015, compresi 18,9 milioni per il CEO Tidjane Thiam.

Nel 2016, Credit Suisse ha registrato una perdita di 2,7 miliardi di franchi, dopo quella di 2,9 dell'anno precedente. L'esercizio si è chiuso nelle cifre rosse in particolare a causa dei 5,3 miliardi di dollari versati nel quadro dell'accordo negoziato con le autorità degli Stati Uniti per archiviare il contenzioso inerente i subprime.

Il cda dal canto suo ha deciso che i compensi resteranno invariati ai livelli del 2015 e del 2016 rinunciando all'aumento previsto per il 2017. L'organo di sorveglianza proponeva agli azionisti un importo massimo di 12,5 milioni di franchi per l'esercizio in corso.

Il compenso proposto dalla banca per l'esercizio 2016 per il presidente del cda Rohner è di quasi 4 milioni di franchi, contro i 3,2 milioni del 2015. L'intero cda intascherebbe quasi 11 milioni, contro poco meno di 9,9 milioni l'anno precedente.

Diverse società di consulenza, tra cui ISS, Glass Lewis e la fondazione ginevrina Ethos, hanno raccomandato di bocciare, nel corso dell'assemblea generale del 28 aprile prossimo, il rapporto sulle remunerazioni, compreso il compenso per il cda e i bonus per la direzione. Essi ritengono l'importo troppo elevato rispetto alle perdite miliardarie degli ultimi due esercizi.

SDA-ATS

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