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La ex presidente della direzione della Borsa svizzera (SWX), Antoinette Hunziker-Ebneter, auspica una maggiore presenza femminile nei consigli di amministrazione (cda).

In un'intervista pubblicata oggi dalla "Zentralschweiz am Sonntag", difende una norma che imponga alle blue chip una quota minima del 30% di donne per un lustro. Se l'obiettivo non dovesse essere raggiunto entro tre anni, il gruppo dovrebbe essere stralciato dal listino principale SMI o relegato in un indice secondario.

Dopo i cinque anni di regime di promozione coatta, toccherebbe alle consigliere d'amministrazione continuare a battersi per la diversità nei cda.

Hunziker-Ebneter, che oggi dirige la società di gestione patrimoniale Forma Futura (di cui era stata uno dei fondatori), non crede che una maggiore presenza femminile nelle direzioni e cda sia una garanzia contro violazioni del settore finanziario come quella della manipolazione del tasso Libor da parte di UBS. Come tra gli uomini, ci sono donne disposte ad assumere troppi rischi perché vedono solo opportunità e pensano solo ai bonus.

La ex Ceo di SWX deplora una cultura d'impresa nel settore finanziario a suo avviso errata. In generale, ai dipendenti non si chiede di mettere in discussione le scelte del gruppo; chi annuisce e segue a testa bassa i vertici è favorito. Coloro che invece si esprimono in modo critico sono considerati oppositori del sistema. "Per una conduzione duratura di un'impresa è necessario essere aperti a critiche costruttive", sottolinea Hunziker-Ebneter.

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SDA-ATS