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La svolta energetica può danneggiare le Alpi, avverte la CIPRA

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 settembre 2012 - 11:24
(Keystone-ATS)

Con l'uscita dal nucleare, le Alpi rischiano di diventare una distesa di impianti idroelettrici, pale eoliche e pannelli fotovoltaici. La Commissione internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA) invita i ministri dell'ambiente dai paesi interessati, riuniti oggi a Poschiavo (GR), a prendere contromisure.

"Le Alpi non possono venir sfruttate fino all'ultima goccia, nemmeno con il pretesto del riscaldamento climatico", scrive la CIPRA in una nota. Occorre ridurre i consumi e al contempo garantire un buon livello di qualità della vita.

Importanti risparmi possono essere realizzati nel settore della costruzione. La CIPRA ritiene inoltre che il costo dell'energia debba aumentare, ad esempio attraverso una tassa d'incentivazione che premi chi consuma meno.

La Svizzera ha assunto quest'anno la presidenza della Convenzione alpina ed organizza la conferenza degli otto Stati firmatari. Della Convenzione, sottoscritta anche dall'Unione europea, fanno parte, oltre alla Svizzera, la Francia, la Germania, l'Italia, l'Austria, la Slovenia, e i Principati del Liechtenstein e di Monaco.

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