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Lafarge in Siria: abbandono procedura per crimini contro umanità

Lafarge in Siria: abbandonata la procedura per crimini contro l'umanità KEYSTONE/AP/THIBAULT CAMUS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2019 - 11:28
(Keystone-ATS)

La Corte d'appello di Parigi ha annullato l'incriminazione ("mise en examen") del gruppo cementifero Lafarge per complicità in crimini contro l'umanità in relazione alle sue attività in Siria.

Ha per contro mantenuto quelle per finanziamento del terrorismo, violazione di un embargo e messa in pericolo della vita di suoi dipendenti.

"La corte riconosce che Lafarge non ha mai partecipato a un crimine contro l'umanità" e "ha corretto una decisione totalmente infondata" dei giudici inquirenti, hanno affermato all'Afp i legali del gruppo Christophe Ingrain e Rémi Lorrain.

L'accusa di "complicità in crimini contro l'umanità" nei confronti del gruppo francese, che nel frattempo si è fuso con la svizzera Holcim, ha suscitato forti reazioni nel mondo economico. Secondo l'ONG Sherpa, si trattava di una prima a livello mondiale per una impresa.

Contattata dall'AFP, l'avvocata di Sherpa, Marie Dosé, che aveva denunciato il gruppo cementifero nel 2017, ha ricordato che Lafarge resta incriminata per finanziamento del terrorismo. E anche qui si tratta di una prima a livello globale.

Il gruppo Lafarge è sospettato di aver pagato tra il 2013 e il 2014 quasi 13 milioni di euro (circa 14,3 milioni di franchi) attraverso la sua filiale siriana a intermediari e gruppi armati, compreso il sedicente Stato Islamico, per garantire la continuità della produzione nel suo stabilimento di Jalabiya, mentre il paese stava sprofondando nella guerra.

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