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Il logo del gigante del cemento

Keystone/PATRICK B. KRAEMER

(sda-ats)

Grazie alla vendita delle attività in Vietnam il gigante zurighese del cemento LafargeHolcim ha realizzato un utile netto di 262 milioni di franchi nel primo trimestre 2017, contro una perdita di 47 milioni nei primi tre mesi del 2016.

L'utile netto spettante agli azionisti è dal canto suo di 226 milioni, a fronte di una perdita di 107 milioni un anno fa, precisa in una nota odierna il gruppo franco-svizzero con sede a Zurigo, numero uno mondiale del settore. Il ritorno alle cifre nere è dovuto a un guadagno di 339 milioni proveniente dalla cessione delle attività in Vietnam. Senza tener conto della transazione LafargeHolcim registrerebbe una perdita di 19 milioni, dopo -80 milioni dodici mesi fa.

Il gruppo ha realizzato un fatturato di 5,63 milioni nei primi tre mesi dell'anno, in calo del 7,1% rispetto a un anno fa. Senza gli effetti dei cambi e le acquisizioni/dismissioni risulta tuttavia un aumento del 5,3%. Le vendite di cemento hanno raggiunto un volume di 48,1 milioni di tonnellate (-15% / invariato su base comparabile).

Oltre a un aumento dei prezzi hanno dato i propri frutti i risparmi derivanti dalla fusione nel 2015 tra la francese Lafarge e la sangallese Holcim. L'utile operativo Ebitda "aggiustato" è calato del 4,7% a 801 milioni di franchi; su base comparabile sarebbe invece cresciuto del 14,5%. Ad eccezione di Asia/Oceania tutte le regioni hanno contribuito al miglioramento dell'Ebitda.

Citato nella nota, il presidente della direzione Eric Olsen si dichiara soddisfatto: "LafargeHolcim ha iniziato in maniera ottimale il 2017". Olsen aveva annunciato la settimana scorsa che lascerà il proprio incarico il 15 luglio in seguito allo scandalo che ha investito l'unità siriana Lafarge Cement Syria (LCS), sospettata di aver concluso accordi finanziari con vari gruppi armati, alcuni sottoposti a sanzioni, per fare in modo che il locale cementificio potesse continuare a lavorare nonostante la guerra.

Il gruppo conferma i suoi obiettivi, ossia una crescita a due cifre dell'Ebitda. La domanda complessiva su tutti i mercati dovrebbe aumentare del 2-4%.

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SDA-ATS