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Continua ad aumentare il numero dei lavoratori in Svizzera, grazie in particolare all'apporto di stranieri e delle donne, mentre scende il tasso di disoccupazione ILO.

Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), nel primo trimestre sul territorio nazionale erano occupate 4,97 milioni di persone, il 2,8% in più dello stesso periodo dell'anno precedente.

La manodopera svizzera è salita del 2,1% a 3,49 milioni, mentre più marcata risulta la progressione degli stranieri, che hanno visto un incremento del 4,5% a 1,48 milioni. Fra questi ultimi aumentano i titolari di permessi di dimora B (+8,9% a 390'000), i frontalieri (+2,6% a 288'000) e i possessori di un permesso di domicilio C (+4,2% a 734'000), mentre diminuiscono i titolari di un'autorizzazione di breve durata (-7,6% a 48'000).

Concentrando l'attenzione sui frontalieri, si nota che la crescita è inferiore a quella rilevata nel 2014, anno che aveva terminato in crescita (dati dei quattro trimestri: +4,1%, +4,3%, +4,0% e +4,4%). L'UST non ha ancora messo a disposizione dati disaggregati cantonali: saranno pubblicati in un secondo tempo.

Nel confronto fra sessi e tornando al dato generale si nota un incremento maggiore delle donne occupate (+4,1%) rispetto agli uomini (+1,7%), con dati assoluti di rispettivamente 2,29 milioni e 2,69 milioni.

Mentre aumenta l'occupazione generale molti non hanno però un impiego, anche se il loro numero è in calo. Nello spazio di un anno i disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO) sono diminuiti di 15'000 unità, scendendo a quota 212'000: il tasso si è portato al 4,4% (4,8% nel primo trimestre 2014), con una punta del 7,5% fra i giovani (9,3%). A titolo di confronto la disoccupazione "ufficiale" elvetica - quella calcolata dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e resa nota a scadenza mensile - ammontava in febbraio al 3,5%.

La disoccupazione è scesa anche nel resto d'Europa. Sull'arco di un anno il tasso ILO si è contratto dall'11,0% al 10,2% nell'Ue, mentre nell'Eurozona la flessione è stata dal 12,4% all'11,7%. Anche la quota di disoccupazione giovanile risulta in diminuzione, sebbene continui a essere molto alta: 21,5% nell'Ue e 23,5% nella zona euro, con una punta del 45,2% per l'Italia. Solo in Grecia, Spagna e Croazia vi sono più giovani senza lavoro che nella Penisola.

La disoccupazione totale italiana è al 13,1%, 0,4 punti in meno di un anno prima. Gli altri paesi prossimi alla Svizzera presentano tassi che variano dal 5,0% della Germania all'11,1% della Francia, passando dal 5,8% dell'Austria.

Tornando alla statistica elvetica, si nota che la disoccupazione tocca assai più gli stranieri (tasso del 8,4%) che gli svizzeri (3,0%). I senza lavoro di lunga durata ai sensi dell'ILO (un anno o più) sono rimasti stabili a 81'000, con una quota che da parte sua è però salita dal 35,8 al 38,3%. La durata mediana di disoccupazione è scesa da 208 a 197 giorni.

Sempre nel primo trimestre i lavoratori a tempo parziale erano 1,69 milioni (+98'000 rispetto a un anno prima): di questi 343'000 erano sottoccupati, ovvero avrebbero voluto lavorare di più ed erano disponibili a farlo sul breve termine.

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SDA-ATS