In Svizzera vi sono sempre più lavoratori, ma nel contempo anche più disoccupazione, in controtendenza rispetto a quanto avviene nell'UE, Italia esclusa. Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), nel secondo trimestre erano occupate 4,90 milioni di persone, l'1,8% in più dello stesso periodo dell'anno precedente, una progressione dovuta largamente alla crescita della manodopera straniera (+5%).

Nello stesso tempo molti però non hanno più un impiego. Nello spazio di un anno i disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO) sono aumentati di 16'000 unità, toccando quota 208'000: il tasso è passato dal 4,2% al 4,4%, con punte che raggiungono il 7,7% fra i giovani (+0,7 punti in dodici mesi). A titolo di confronto la disoccupazione "ufficiale" elvetica - quella calcolata dall'UST e resa nota a scadenza mensile - ammontava in giugno al 2,9%.

L'evoluzione negativa vissuta in Svizzera è opposta a quella che sta avvenendo nel resto d'Europa: sull'arco di un anno nell'UE il tasso ILO è sceso dal 10,8 al 10,2%, mentre nell'Eurozona la contrazione è stata dal 11,9% all'11,4%. Anche la quota di disoccupazione giovanile risulta in diminuzione - contrariamente a quanto avviene nella Confederazione - sebbene continui a essere molto alta: 21,7% nell'Ue e 22,8% nella zona euro, con una punta del 41,5% per l'Italia.

Solo in Spagna e Grecia vi sono più giovani senza lavoro che nella Penisola: ma mentre in questi paesi la quota sta diminuendo, in Italia è aumentata rispetto allo stesso periodo del 2013. Il timore che in Ticino, per il dipendente locale, la pressione della concorrenza proveniente da sud aumenti ulteriormente è alimentato anche dal dato sulla disoccupazione totale italiana, salito al 12,3% (contro il 12,0% del secondo trimestre 2013) in controtendenza rispetto al resto del continente.

Tornando alla statistica elvetica, cattive notizie arrivano anche dai disoccupati di lunga durata, che ai sensi dell'ILO (un anno o più) sono passati da 65'000 a 78'000, con una quota salita dal 33,9 al 37,2%. La durata mediana di disoccupazione si fa sempre più lunga, passando da 216 a 239 giorni.

Mentre aumentano i senza lavoro, la Svizzera continua a importare manodopera: nel periodo in rassegna gli occupati stranieri sono infatti aumentati su base annua del 5,0%, salendo a 1,47 milioni, mentre la crescita dei lavoratori con passaporto elvetico si è limitata allo 0,5% a 3,44 milioni.

Tutte le categorie di manodopera estera presentano netti aumenti: i più numerosi sono i domiciliati (+5,2% a 715'000), seguiti da dimoranti (+5,3% a 389'000), frontalieri (+4,3% 285'000) e dimoranti di breve durata (+5,1% a 51'000).

Concentrando l'attenzione sui frontalieri, si nota che nel secondo trimestre il ritmo di progressione è leggermente aumentato in confronto al 4,1% (a 280'000) rilevato nei primi tre mesi dell'anno. Non sono ancora disponibili dati disaggregati cantonali: saranno pubblicati in un secondo tempo.

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