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Le notti di gelo della scorsa settimana hanno rovinato il raccolto dei coltivatori vallesani causando grossi danni. Una situazione inedita che mette a repentaglio l'esistenza di diverse imprese agricole.

In tre notti di gelo, i viticoltori e gli arboricoltori hanno perso quasi la totalità del loro raccolto. Lo ha dichiarato oggi all'ats, dopo aver stilato un primo bilancio, il capo del servizio cantonale vallesano dell'agricoltura Gérald Dayer. "Ciò significa la perdita del loro guadagno annuale, è drammatico".

Una prima valutazione dei danni mostra che circa 2000 ettari di vigne, più del 40% a livello cantonale, sono state colpite e quasi tutto il raccolto è andato perduto. Anche le albicocche hanno subito gli effetti del gelo e solo un terzo delle coltivazioni sono uscite indenni. La metà del raccolto è da considerare perduto.

L'ultimo episodio di questo genere risale al 1974, ma la situazione non era così drammatica. Lo ha affermato il capo dell'ufficio della viticoltura Pierre-André Roduit. Diverse migliaia di coltivatori sono ora in difficoltà e si pone nuovamente la questione dei fallimenti delle imprese agricole. Per alcuni agricoltori infatti quest'anno non ci sarà nessun introito e dovranno lavorare ancora più duramente per cercare di salvare le vigne, ha ammesso Roduit.

Attualmente il cantone può proporre dei crediti senza interesse agli agricoltori: "questa misura non può sostituire il loro guadagno, ma in questo modo possiamo intervenire rapidamente" ha commentato Gérald Dyer. A corto termine, l'obiettivo è quello di permettere la sopravvivenza delle aziende. Altri strumenti dovranno essere studiati per quanto riguarda il lungo termine.

SDA-ATS

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