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In agosto le esportazioni svizzere sono calate del 5,8% rispetto allo scorso anno e le importazioni dell'8,4%. L'indebolimento è stato accentuato dal fatto che lo scorso mese contava un giorno lavorativo in meno dell'agosto 2012, rileva l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) in una nota.

A parità di giornate lavorative l'export registra una flessione dell'1,7%, le importazioni del 4,4%. La bilancia commerciale si è chiusa con un'eccedenza di 1,9 miliardi di franchi. Il calo delle forniture all'estero si è fatto sentire particolarmente sui mercati del Vecchio continente: le vendite all'Unione europea hanno subito una riduzione del 7,4%. Pesa in particolare la contrazione del 21,1% rilevata nelle consegne alla Francia. Consistente anche il calo dell'export verso la Germania: -14,5%. Progressione del 10,8% invece per l'Italia.

Per la sesta volta consecutiva l'espansione più consistente è stata rilevata per l'industria alimentare e del tabacco, con un +3,7% (a 617 milioni di franchi). Il solo altro settore in positivo è l'industria orologiera, con un +0,5% (a quasi 1,5 miliardi di franchi).

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SDA-ATS