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Le parlamentari di sinistra e il dilemma della protesta

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 giugno 2011 - 15:31
(Keystone-ATS)

Lo sciopero delle donne - che commemora lo sciopero nazionale del 14 giugno 1991 - previsto per domani mette le parlamentari di sinistra di fronte a una decisione difficile: partecipare alla protesta simbolica o compiere il proprio dovere al Consiglio degli Stati e al Nazionale? I pareri sono contrastanti.

Sia il PS che i Verdi sostengono ufficialmente il comitato dello sciopero, ma solo una minoranza delle rappresentanti alle camere vi prenderà parte. "Non riesco a capire come si possa rinunciare al voto in Consiglio nazionale", ha dichiarato la deputata Adèle Thorens Goumaz (Verdi/VD) all'ATS. "Abbiamo combattuto a lungo per i nostri diritti politici e ora voglio poterli utilizzare". La vodese parteciperà alla manifestazione prima che comincino i lavori.

Diversa l'opinione della consigliera nazionale Margret Kiener Nellen (PS/BE), che aderirà allo sciopero presentandosi alla camera solo per l'ora delle domande: "Ci sono molti motivi per non scioperare, ma i motivi per farlo sono più numerosi", ha sottolineato. Trent'anni dopo l'inserimento dell'eguaglianza nella Costituzione le donne sono anCora discriminate nel mondo del lavoro.

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