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Le imprese devono poter continuare a ridurre le emissioni di CO2 su base volontaria. Lo chiedono gli esponenti dell'economia, che oggi a Zurigo si sono schierati contro la revisione della legge sul CO2 che si trova all'esame delle Camere federali.

In Svizzera sono circa 2000 le imprese che hanno adottato il modello di riduzione elaborato dall'Agenzia dell'energia per l'economia (AEnEc), ha dichiarato alla stampa il suo presidente Pascal Gentinetta.

Pur ammettendo che si tratta di una piccola parte di tutte le 300'000 imprese esistenti, Gentinetta - che è pure direttore di economiesuisse - ha sottolineato come il 43% di tutte le emissioni dell'economia siano vincolate da accordi di riduzione.

Il rappresentante delle imprese svizzere ha quindi ribadito una posizione già resa pubblica la scorsa estate. La lotta a quella che viene definita una forma di "statalizzazione strisciante" è sostenuta anche dalla Fondazione centesimo per il clima (FCC).

L'AEnEc combatte le misure della legge sul CO2 adottate agli inizi di marzo dal Consiglio degli Stati. Queste ultime prevedono in particolare una nuova tassa sui carburanti e altre misure per le imprese che emettono grandi quantità di CO2. L'obiettivo è di ridurre del 20% le emissioni entro il 2020 con misure prese esclusivamente in Svizzera. La legge ritornerà davanti al Consiglio Nazionale, che si era opposto alla nuova tassa su benzina e diesel.

Grazie alle misure volontarie delle imprese, le emissioni di CO2 sono già state ridotte di oltre 4 milioni di tonnellate all'anno, sottolineano le due organizzazioni. Si tratta di un "significativo contributo" al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

L'economia è pronta a dare anche in futuro il suo contributo alla riduzione del CO2. Per ridurre le emissioni occorrono tuttavia anche misure di compensazione all'estero, ha aggiunto Gentinetta. Altrimenti la legge rischia di penalizzare eccessivamente l'economia.

Misure volontarie non bastano

L'Associazione traffico e ambiente (ATA) si dice "irritata" per la critica dei rappresentanti dell'economia alla nuova legge sul CO2. Le misure volontarie sono importanti, ma non bastano per risolvere il problema del riscaldamento climatico, scrive l'organizzazione ambientalista in una nota.

Anche "swisscleantech", l'organizzazione delle aziende che producono tecnologie pulite, critica la presa di posizione dei rappresentanti dell'economia. I timori espressi da AEnEc sono infondati e fanno pensare che dietro ad essi si celino "altri Interessi politici", si legge in una nota.

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SDA-ATS