Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Migliaia di manifestanti sono tornati a radunarsi oggi nel centro di Beirut per una protesta contro la crisi dei rifiuti, che si è però trasformata in una dimostrazione contro il governo e la corruzione politica.

I partecipanti hanno sfilato dalla sede del ministero dell'Interno fino alla Piazza dei Martiri, dove sono rimasti a gridare slogan e a diffondere dagli altoparlanti canzoni patriottiche - compreso l'inno nazionale - tra lo sventolio di bandiere libanesi.

"Contro il feudalesimo e contro la corruzione, rivoluzione", è stato tra gli slogan più scanditi dalla folla. Tra i cartelli che venivano innalzati, alcuni chiedevano un immediato ricorso ad elezioni per rinnovare il Parlamento, che si è auto-prolungato il mandato per quattro anni, fino al 2017.

L'esercito e la polizia hanno allestito un imponente schieramento di forze intorno alla piazza, ma non al suo interno, dopo gli incidenti avvenuti in analoghe manifestazioni sabato e domenica scorsi, nei quali - secondo fonti ufficiali - sono rimasti feriti 146 agenti di polizia e 61 dimostranti.

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

SDA-ATS