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L'estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia suscita reazioni contrastanti: nelle risposte alla procedura di consultazione, che si conclude oggi, sindacati e sinistra si battono per misure d'accompagnamento più severe, PLR e PPD le reputano sufficienti, l'UDC non ne vuole sapere, mentre i cantoni sono divisi. In particolare il Ticino evidenzia le implicazioni negative per il mercato del lavoro delle regioni di confine.

Per il Consiglio di Stato ticinese le modifiche alle misure d'accompagnamento adottate sinora sono positive, "ma non ancora pienamente soddisfacenti". Il governo ticinese ritiene importante proseguire sulla via di un ulteriore rafforzamento di queste disposizioni per contrastare "il crescente pericolo di dumping salariale che rischia di innescare una perversa spirale verso la sostituzione di manodopera locale con manodopera frontaliera".

Il governo cantonale indica di accogliere positivamente "la possibilità dopo due anni dall'estensione dell'accordo di libera circolazione alla Croazia di mantenere un contingente anche per i lavoratori provenienti da tale Paese che intendono stabilirsi in Svizzera per esercitare un'attività indipendente".

Economiesuisse ricorda il boom economico che ha conosciuto la Svizzera dall'entrata in vigore degli accordi di libera circolazione e non ne vuole sapere di regole più severe. Per il PLR i bilaterali sono "di grande importanza" per l'economia e per il benessere. PLR, PBD e PPD lodano il Consiglio federale per le migliorie alla clausola di salvaguardia.

Quest'ultima può essere attivata dal Consiglio federale per i croati già quando la quantità massima per una delle due categorie di permessi di soggiorno (B o L) viene raggiunta.

Il PS minaccia di raccomandare un "no" in votazione, qualora le sue richieste contro il dumping salariale e i problemi di alloggio non siano soddisfatte. Tali questioni sono "da prendere sul serio" avvertono i Verdi: ne va del sostegno del popolo a questa estensione.

Una votazione sulla libera circolazione delle persone con la Croazia si terrà molto probabilmente visto che l'UDC intende lanciare un referendum. Il partito di Toni Brunner, esprimendosi contro "un'incontrollata immigrazione dall'Ue", raccomanda prima di tutto l'accettazione della sua iniziativa "contro l'immigrazione di massa" in febbraio .

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SDA-ATS