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Il goleador diventato senatore questa volta potrebbe farcela. L'ex calciatore e star del Milan George Weah è infatti in testa al primo turno delle presidenziali in Liberia e potrebbe diventare il nuovo capo di Stato.

KEYSTONE/AP/ABBAS DULLEH

(sda-ats)

Il goleador diventato senatore questa volta potrebbe farcela.

L'ex calciatore e star del Milan George Weah è infatti in testa al primo turno delle presidenziali in Liberia e potrebbe diventare il nuovo capo di Stato, facendo dimenticare la sconfitta del 2005 quando al ballottaggio fu superato da Ellen Johnson Sirleaf, poi insignita del premio Nobel per la Pace.

Secondo i risultati parziali diffusi dalla Commissione elettorale nazionale (Nec), con circa il 30% delle schede scrutinate l'ex Pallone d'oro risulta infatti vincitore in 11 delle 15 circoscrizioni elettorali. Dietro di lui per ora c'è il vicepresidente uscente Joseph Boakai che, secondo gli osservatori, potrebbe essere il suo antagonista ad un eventuale ballottaggio.

Il responsabile della Commissione elettorale Jerome Korkoya ha voluto oggi sottolineare che i candidati in lizza sono venti e che quindi ci vuole cautela nell'attribuire la vittoria a qualcuno quando lo spoglio delle schede è ancora lontano dall'essere completato. Tra l'altro, a tre giorni dalle elezioni del 10 ottobre, non si conosce ancora neppure l'affluenza alle urne e la Commissione ha ricordato di avere a disposizione due settimane per comunicare i dati definitivi.

Ieri i partiti dell'opposizione avevano denunciato brogli e irregolarità nel voto, ma finora non vi è stato alcun riscontro ufficiale. Il 'Carter Center' ha rilevato solo difficoltà dovute alle lunghe code e alla gestione degli elenchi di elettori. In quest'ottica gli osservatori dispiegati nel Paese - tra cui quelli dell'Unione Europea, della Comunità economica dei paesi dell'Africa occidentale (Ecowas) e dell'Istituto democratico nazionale - hanno fatto presente oggi alla Commissione che "la rapida pubblicazione dei risultati è un modo efficace per creare fiducia nell'elettorato e prevenire confusione e tensioni". Per vincere al primo turno un candidato deve ottenere più del 50 per cento dei voti.

Decine di sostenitori di Weah già oggi sono peraltro scesi in piazza pacificamente nella capitale Monrovia inneggiando al loro beniamino. "George è il nostro nuovo presidente - hanno scandito - Non c'è un secondo turno". Weah non si è fatto sentire ma dovunque nel 'Paese degli uomini liberi' da giorni si raccontano, ancora una volta, le sue gesta.

In Europa, oltre alla maglia del Milan ha vestito i colori di Monaco, Paris Saint-Germain, Chelsea, Manchester City e Olympique Marsiglia. Nel 1995 ha vinto il Pallone d'Oro (primo calciatore non europeo), il Fifa World Player e il premio di Calciatore africano dell'anno (riconoscimento già ricevuto nel 1989). Nel 1999 è stato insignito del titolo di Calciatore africano del secolo. Ritiratosi dall'attività agonistica nel 2002 a 36 anni, ad oggi nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer è al 43/mo posto.

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SDA-ATS