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Libia: apparizione lampo di Gheddafi in TV, sono a Tripoli

Ad una settimana esatta dall'inizio delle manifestazioni di protesta, il leader libico Muammar Gheddafi stanotte ha fatto un'apparizione lampo sugli schermi della TV per smentire di aver lasciato il paese. E mentre la sanguinosa repressione del regime contro la rivolta ha utilizzato anche i bombardamenti aerei su Tripoli, la TV di stato libica ha smentito le notizie su "massacri" di manifestanti anti-governativi, definendole "menzogne e voci".

Inquadrato con un mantello, uno stravagante copricapo nero e sotto un ombrello (a Tripoli pioveva) mentre stava per salire su un fuoristrada nella sua residenza di Bab Al Azizia, a Tripoli, il colonnello Gheddafi ha annunciato di persona di trovarsi a Tripoli e non in Venezuela e per confutare "le malevole insinuazioni" propagate sul suo conto dai media occidentali.

La TV di stato aveva annunciato nella tarda serata di ieri che il leader della Jamahiriyha si sarebbe rivolto in nottata al suo popolo sullo sfondo della più drammatica crisi che il paese sta vivendo da quando il colonnello, nel 1969, è salito al potere. Ma chi si aspettava uno dei suoi discorsi fiume è stato deluso. A conferma della sua fama di uomo sempre e comunque imprevedibile, Gheddafi si è concesso alle telecamere solo per 22 secondi.

"Vado ad incontrare i giovani nella piazza Verde. È giusto che vada per dimostrare che sono a Tripoli e non in Venezuela: non credete a quelle televisioni che dipendono da cani randagi", ha detto il colonnello facendo riferimento alle informazioni diffuse ieri da numerose tv e media internazionali sulla sua presunta fuga da Hugo Chavez.

Con una scritta in sovrimpressione, la tv libica ha spiegato che "in un incontro in diretta con la rete tv satellitare Al Jamahiriya, il fratello leader della rivoluzione ha smentito le insinuazioni dei network malevoli".

Il ministro degli esteri britannico, William Hague, aveva dichiarato ieri a margine di una riunione a Bruxelles che Gheddafi aveva probabilmente abbandonato il suo Paese per far rotta verso il Venezuela.

Prima di trasmettere le immagini del leader, la tv libica aveva mandato in onda un balletto in costume. Dopo ha mostrato invece immagini patriottiche di soldati in marcia con musica araba come colonna sonora.

Dal canto suo Seif al-Islam, uno dei figli del leader libico, ieri sera ha detto alla tv che l'aeronautica ha bombardato alcuni depositi di armi in zone periferiche e non zone urbane popolate di Tripoli e Bengasi, smentendo così la rete tv araba Al Jazira che aveva parlato di bombardamenti aerei su Tripoli. Già domenica notte Seif al-Islam, aveva parlato in TV per 45 minuti, promettendo riforme, denunciando un complotto internazionale contro la Libia e ammonendo che il regime intende resistere "fino all'ultimo uomo e all'ultima donna".

Intanto l'ambasciatore libico in India, Ali Al Issawi, che ha dato le dimissioni ieri per quelle che ha definito violenze "massicce" e "inaccettabili" contro i civili, ha detto che mercenari africani sostengono Gheddafi nella repressione e che le uccisioni di civili da parte di questi mercenari hanno spinto truppe regolari a passare con i rivoltosi.

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