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Libia: capo insorti, non tratteremo mai con Gheddafi

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2011 - 22:03
(Keystone-ATS)

"È impossibile" che i ribelli libici trattino con Muammar Gheddafi e anche nella sua offerta di tregua alla Nato il rais "non è sincero e continua a combattere su tutti i fronti della Libia". Lo afferma in un'intervista a Sky Tg24 il leader degli insorti Mustafa Abdul Jalil.

Gheddafi ormai "non ha potere" e "quello che dice non vale niente", ha detto Jalil. "Non chiediamo di ucciderlo, chiediamo solo che se ne vada", ha affermato ancora il leader degli insorti auspicando che il rais venga giudicato "per quello che ha fatto" da un tribunale.

Il leader degli insorti libici, Mustafa Abdul Jalil, ha denunciato che le forze del colonnello Muammar Gheddafi ricevono "armi pesanti di fabbricazione sovietica e serba attraverso il Ciad e il Niger".

I ribelli, ha sottolineato il loro esponente, "hanno grande coraggio perchè combattono con armi leggere contro le armi pesanti di Gheddafi", che sta usando anche "razzi Grad" per bombardare Misurata.

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