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Libia: Cnt, battaglia finale è imminente

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2011 - 17:30
(Keystone-ATS)

La battaglia finale in Libia è "imminente". Lo ha annunciato il portavoce militare dei ribelli, Ahmed Omar Bani, a Bengasi, spiegando che "finora non è giunta alcuna proposta di resa pacifica" da parte dei gheddafiani a Sirte.

La situazione sembra rimanere calma sul fronte a est di Sirte, dove i ribelli continuano a ricevere rinforzi. I ribelli sono avanzati di una decina di chilometri, spostando la linea del fronte circa 40 km a ovest di Ben Jawad, completamente vuota, e a circa un centinaio a est di Sirte.

Sul fronte opposto, ad Al Sadaada, circa 150 km a ovest di Sirte, i ribelli sono "in attesa della fine dei negoziati". "Inshallah, Sirte si arrenderà senza combattere", ha detto Ismail Chalouf, capo di un gruppo di combattenti locale. Da questa postazione gli insorti effettuano operazioni di ricognizione verso Sirte.

Una televisione del regime libico ha intanto smentito sul suo sito che il figlio di Gheddafi, Khamis, sia stato ucciso. L'annuncio era stato dato ieri dai ribelli. "Ripetiamo che la notizia della morte di Khamis Gheddafi è una menzogna", si legge sulla pagina Facebook della televisione al-Libya, diretta da un altro figlio del rais, Saif al-Islam.

A Bengasi il portavoce militare degli insorti Ahmed Omar Bani ha detto che sono ancora in corso verifiche sulle informazioni relative all'uccisione di Khamis e del capo dei servizi segreti di Gheddafi, Abdullah Senussi.

Dal canto suo, l'Alto commissariato Onu per i Diritti umani ha denunciato "le esecuzioni sommarie di massa", commesse principalmente dalle forze armate di Muammar Gheddafi, poco prima che Tripoli cadesse nelle mani dei ribelli.

"Siamo molto preoccupati per le informazioni su violazioni atroci in Libia, tra cui esecuzioni sommarie di massa commesse dalle forze governative di Gheddafi, durante gli ultimi giorni prima della caduta di Tripoli", ha dichiarato Rupert Colville, portavoce dell'Alto commissariato.

Secondo un capo militare ribelli, le forze pro-Gheddafi hanno ucciso più di 150 prigionieri prima di lasciare Tripoli. I resti di circa 50 persone sono stati ritrovati in una prigione di fortuna vicino a una base militare libici abbandonata dalle truppe d'elite di Gheddafi.

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