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Libia: Gheddafi fuggito verso sud, famiglia in Algeria

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 agosto 2011 - 21:43
(Keystone-ATS)

Muammar Gheddafi è fuggito verso sud, a Bani Walid, roccaforte della grande tribù Warfalla, 100 km a sud-est di Tripoli, insieme ai figli Saif al-Islam e Saadi.

Il resto della famiglia, tranne Khamis, ucciso da un elicottero Nato, ma comprese la moglie Safia e la figlia Aisha, che avrebbe appena partorito, si trova in Algeria: la rivelazione è stata fatta stasera all'agenzia italiana ANSA da autorevoli fonti diplomatiche libiche e confermata poco dopo, per la parte algerina, dal ministero degli Esteri di Algeri.

Dunque, mentre i ribelli continuano a stringere la morsa militare da est e da ovest su Sirte, città natale del rais, e si trovano a soli 30 km dalla roccaforte del rais, il baricentro della resistenza del colonnello potrebbe essersi spostata verso sud. Per ora sulla cittadina di Bani Walid, dove sabato è stata vista affluire una colonna di 60-80 mezzi militari dei lealisti in ritirata, sui quali, quindi, verosimilmente, c'erano Gheddafi con il figlio-delfino e con quello ex calciatore. Mentre il ventottenne Khamis, temuto sanguinario comandante della 32/esima brigata che ha guidato la resistenza di Tripoli, è saltato in aria sulla sua Toyota Land Cruiser blindata 60 km a sud di Tripoli, centrata da un elicottero Apache della Nato, come confermato da almeno tre fonti.

Lo spostamento a sud di Gheddafi, secondo l'analisi del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) riferita dalle fonti diplomatiche, prefigurerebbe un cambio di strategia da parte del rais. Il quale, persa ormai inevitabilmente la Tripolitania dopo aver cercato, nelle prime fasi della guerra civile, di dividerne le sorti dalla Cirenaica, già in mano agli insorti, cercherebbe ora di crearsi una base per resistere nel sud, nel Fezzan, quasi interamente compreso nel Sahara, dove potrebbe un domani anche garantirsi una via di fuga verso il Niger o il Ciad. E questo in un certo modo spiegherebbe la profferta di una trattativa sulla transizione, avanzata ieri all'agenzia Ap dal suo portavoce, Mussa Ibrahim.

Un'ipotesi, quella di "staccare" il Fezzan dal resto del Paese, che il Cnt non prende neanche in considerazione. "La sfida di Gheddafi alle forze della coalizione (Nato) rappresenta sempre una minaccia, non solo per il popolo libico, ma per il mondo intero", ha detto oggi il capo del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, chiedendo alla coalizione di Paesi impegnati in Libia, i cui capi militari erano riuniti oggi a Doha, nel Qatar, di non desistere dall'azione militare in appoggio all'insurrezione.

Quanto al resto della famiglia, "la consorte di Muammar Gheddafi, Safia, la figlia Aisha, i figli Hannibal e Mohammad, accompagnati dai loro figli, sono entrati in Algeria alle 08:45 (le 09:45 svizzere, ndr) attraverso la frontiera algerino-libica", ha confermato il ministero degli Esteri algerino in un laconico comunicato. Secondo le fonti diplomatiche libiche sentite dall'ANSA, l'Algeria avrebbe acconsentito ad accoglierli "per motivi umanitari", dal momento che Aisha avrebbe appena partorito.

Una motivazione che non è bastata però a placare l'ira degli insorti libici: "Abbiamo promesso di garantire un giusto processo" a Gheddafi e figli, ha detto un portavoce dei ribelli, "e quindi consideriamo" la protezione accordata loro dall'Algeria alla stregua di "un atto di aggressione".

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