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La CIA durante la presidenza di George W. Bush torturò numerosi sospetti militanti islamici che si opponevano a Muammar Gheddafi, prima di consegnarli al regime. Lo sostiene in un rapporto l'organizzazione internazionale per i diritti umani Human Rights Watch (HRW), basandosi su documenti e testimonianze.

"Non solo gli Stati Uniti hanno consegnato a Gheddafi i suoi nemici su un vassoio, ma pare anche che la CIA ne abbia torturati molti", scrive l'autrice del rapporto, Laura Pitter, secondo la quale "l'ampiezza degli abusi commessi dall'amministrazione Bush sembra ben maggiore di quanto finora non si pensasse, il che dimostra l'importanza di un'inchiesta approfondita".

Secondo il rapporto di HRW, diversi militanti dell'organizzazione del Gruppo Islamico di Combattimento Libico, sospettato di legami con Al Qaida e che poi si è unito alla ribellione contro Gheddafi, sono stati arrestati nel quadro della Guerra contro il terrorismo.

Almeno cinque di essi avrebbero subito "trattamento molto duri", in particolare waterboarding e altre torture con l'uso dell'acqua, in due centri di detenzione della CIA in Afghanistan. Altri, denuncia HRW in base alle testimonianza da essa raccolte, sono stati legati o incatenati per settimane o per mesi al muro, picchiati, sbattuti contro la parete o è stato impedito loro di prendere sonno, a volte sottoposti a musica occidentale violenta a tutto volume senza interruzione.

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SDA-ATS