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Libia: insorti, forze Gheddafi bombardano Misurata

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2011 - 10:28
(Keystone-ATS)

Le forze fedeli al colonnello Gheddafi stanno martellando Misurata, città 200 chilometri ad est di Tripoli in mano agli insorti, dopo una notte di spari con armi pesanti. Lo ha riferito un portavoce degli antigovernativi.

"Decine di bombe di tutti i tipi si abbattono da ieri sera sulla città", ha detto il portavoce degli insorti alla France Presse. "Ci sono ancora intensi tiri di artiglieria", ha aggiunto, precisando di ignorare se ci sono vittime. Ieri il regime aveva detto che i lealisti avevano ripreso Misurata, ma un portavoce degli antigovernativi aveva smentito.

Il figlio del leader libico, Seif al-Islam, ha intanto detto che forze "anti-terrorismo" saranno mandate a Bengasi per disarmare gli insorti. Stando ad al-Jazira, Seif ha confermato che le forze governative accerchieranno la roccaforte degli insorti ma non entreranno in città.

Saadi Gheddafi, un altro dei figli del leader libico, ha spiegato che le truppe pro-Gheddafi cambieranno la loro tattica, accerchieranno Bengasi e da domani o da dopodomani aiuteranno la gente a lasciare la città. Secondo quanto riportato dalla CNN sul suo sito, Saadi ha anche dichiarato che non ci saranno più attacchi su larga scala contro Bengasi.

Nel frattempo la Libia ha chiuso il suo spazio aereo, ha indicato l'organizzazione europea per il controllo aereo. Eurocontrol, si legge da Twitter, ha ricevuto informazioni da Malta che il controllo del traffico aereo di Tripoli ha reso noto che non accetterà gli aeromobili nello spazio aereo libico fino a "ulteriore avviso".

Intanto, dopo l'approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu alla "no fly zone", diversi paesi hanno già annunciato la loro adesione. Quale primo paese arabo ha annunciato la sua partecipazione il Qatar. La Francia e la Norvegia hanno annunciato che parteciperanno all'intervento militare internazionale, e probabilmente faranno lo stesso Danimarca e Belgio. La Polonia è invece pronta ad offrire supporto logistico ma non intende partecipare ad un eventuale intervento militare.

Da parte sua il Consiglio atlantico della Nato è stato convocato stamattina per esaminare la risoluzione dell'Onu. La riunione, a livello di rappresentanti permanenti, comincerà alle 10:30 nel quartier generale di Bruxelles.

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