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I ribelli libici annunciano la liberazione di Ajdabiya, la cittadina ripresa dai fedelissimi di Gheddafi dopo il ritiro da Bengasi, mentre circolano le voci sulla morte di uno dei figli del colonnello.

"Le forze rivoluzionarie stanno controllando Ajdabiya, dove da ieri non ci sono più miliziani pro-Gheddafi, per permettere alla popolazione fuggita dalla città pesantemente bombardata nei giorni scorsi, di farvi rientro", hanno riferito fonti dell'esercito rivoluzionario.

"Gli uomini del regime sono fuggiti dalla città, ma è possibile che qualcuno di loro abbia abbandonato l'uniforme e cambiato gli abiti e che si nasconda in qualche casa", hanno aggiunto.

Anche Misurata è stata colpita: ieri sono morte una decina di persone, mentre gli insorti affermano che oggi il regime starebbe portando a Misurata abitanti del circondario in funzione di scudi umani per la città.

Intanto, secondo il sito dell'opposizione al Manara, sarebbe morto in seguito alle ferite riportate dopo un raid aereo su Tripoli uno dei figli del leader libico Muammar Gheddafi, Khamis. Secondo le fonti citate dal sito, Khamis è morto ieri dopo che nei giorni scorsi era stato gravemente ferito durante un bombardamento sferrato da un aereo libico guidato da un pilota passato a fianco dei ribelli contro la caserma-bunker di Bab al Aziziya, dove sarebbe rifugiato Gheddafi e i suoi fedelissimi.

Da Ankara, il governo turco annuncia la liberazione dei quattro giornalisti del New York Times arrestati in Libia dai fedeli del colonnello, ora al sicuro, presso l'ambasciata turca a Tripoli.

La battaglia per il controllo di Ajdabiya da parte dei ribelli era scoppiata dopo che le forze governative libiche, le stesse che sabato mattina avevano attaccato Bengasi, erano poi indietreggiate fino alla cittadina, 160 chilometri a sud di Bengasi.

Decine di tank neutralizzati dai raid aerei sono visibili oggi lungo la strada Bengasi-Ajdabiya, mentre centinaia di ribelli si erano riuniti a qualche chilometro da quest'ultimo centro, con l'obiettivo di riprendere il controllo, probabilmente incoraggiati dal rombo dei caccia della coalizione.

"Anche se dobbiamo morire, entreremo a Ajdabiya oggi, se dio vuole", aveva detto poco prima Salman Maghrabi, uno dei ribelli, poco prima dell'attacco alle forze governative. Un fotografo dell'agenzia France presse ha contato tre vittime, morte o gravemente ferite, lungo la strada che porta ad Ajdabiya. Mentre è stato confermato l'attacco al complesso di Bab al Aziziya a Tripoli, la residenza del rais.

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SDA-ATS