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Libia: Londra; CNT non vuole esilio ma processo a Gheddafi

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2011 - 18:04
(Keystone-ATS)

"La soluzione ideale non è quella di mandare in esilio Gheddafi ma di portarlo a processo: i crimini commessi contro il popolo libico non possono essere dimenticati". Lo ha detto oggi alla conferenza di Londra sulla Libia, durante un incontro con i giornalisti, Guma el-Gamaty, membro del Consiglio nazionale di transizione libico.

"Il popolo libico ha sofferto sotto il dominio di Gheddafi per 42 anni. Siamo molto determinati: ne abbiamo abbastanza della tirannia", ha aggiunto el-Gamaty. Questi ha poi spiegato che "il ruolo del consiglio è quello di facilitare la nascita di una costituzione. Non è nostro compito promulgarla. Noi ci occuperemo di mettere a punto una bozza. Poi sarà la volta di un organo rappresentativo della popolazione libica. Il risultato sarà poi sottoposto a referendum".

Un altro membro del Cnt, Mahmoud Shammam, ha affermato, sempre durante un incontro con i giornalisti, che "processeremo chiunque si sia macchiato di atti criminali contro il popolo libico". Egli ha poi sottolineato che aver lavorato per il colonnello non pregiudicherà la possibilità di far parte del nuovo Stato. "Siamo una nazione piccola, se non facessimo così finiremmo per poter contare solo su un ristretto gruppo di persone che ha vissuto all'estero."

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