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BRUXELLES - L'utilizzo da parte della Svizzera degli accordi di Schengen è stato improprio e mette a rischio il funzionamento stesso del trattato. A dirlo è stato il ministro dell'interno italiano Roberto Maroni, che a Bruxelles ha partecipato al Consiglio affari interni dell'Ue, presente anche la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf.
Dopo la decisione di Berna di inserire 186 personalità libiche nella lista nera prevista da Schengen, Maroni ha detto di aver espresso "la forte perplessità del governo italiano per l'utilizzo di uno strumento di sicurezza internazionale per affrontare questioni bilaterali". "Un Paese non può usare Schengen per risolvere questioni che lo oppongono a un altro Paese". Il ministro ha spiegato che il timore è che l'azione svizzera "possa portare la Libia ad allentare i controlli alle frontiere nell'immigrazione clandestina".
In generale, ha detto il ministro, "se si utilizza uno strumento di collaborazione internazionale per forzare nelle questioni bilaterali, sarà la fine di Schengen, questo deve essere molto chiaro". In effetti, ha affermato ancora Maroni "se viene meno il principio di solidarietà e fiducia viene meno il principio stesso di Schengen". "Bisogna capire se ci sono le condizioni perchè Schengen continui a funzionare come finora. Ci vuole buon senso e l'accordo di tutti".
Il ministro ha indicato di avere "chiesto il forte impegno della presidenza spagnola dell'Ue e della Commissione europea", chiedendo di "prendere un'iniziativa sul piano diplomatico per risolvere la questione". Secondo Maroni si tratta di un problema "che deve essere risolta rapidamente".

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SDA-ATS